Proprietà dello zafferano

CAROTENOIDI combattono radicali liberi responsabili dell’invecchiamento cellulare. Azione antiossidante e antitumorale e contro decadimento delle cellule cerebrali.

Lo zafferano ha il più alto contenuto di carotenoidi (1000 volte superiore a quello della carota). Contiene carotenoidi solubili in acqua, quindi facilmente assimilabili.

VITAMINA B1 Importante nel metabolismo (converte gli zuccheri in energia) nel processo di crescita.

VITAMINA B2 Necessaria al metabolismo delle cellule, rafforza il sistema immunitario, aiuta ad assimilare il ferro.

*La vitamine B1 e B2 sono contenute in ottime quantità nello zafferano. Oltre a queste c’è una buona presenza anche di vitamina C e B6

SAFRANALE Attiva il metabolismo, viene assimilato rapidamente e facilità la produzione di succhi gastrici. Azione digestiva.

La safranale è la componente cui è dovuto il caratteristico aroma dello zafferano

Zafferano tra mito e leggenda

Nella mitologia greca si narra che un bellissimo giovane di nome Crocus, che viveva al riparo degli Dei, si innamorò della ninfa Smilace, che era la favorita del dio Hermes. La vendetta fu immediata: il ragazzo fu trasformato in un bulbo.

Sia la civiltà greca che quella romana usavano lo zafferano per cospargere i pavimenti dei templi o per profumare le abitazioni.

Già Plinio narrava dell’utilizzatissimo uso afrodisiaco dello zafferano. Infatti ne viene dallo stesso dichiarata la capacità di stimolare l’attività sessuale , ma soprattutto di accrescere la cupidigia nelle donne. Forse parafrasando quest’ultima qualità poteva definirisi come “filtro d’amore”.

I Sidoni e gli Stiri tingevano i veli delle loro spose.

Con la fine dell’impero romano la coltivazione dello zafferano ebbe una brusca battuta di arresto e si dovette aspettare le colonizzazioni arabe intorno all’anno mille per riveder reinserita la coltivazione dello zafferano anche nei paesi mediterranei.

Le più antiche documentazioni che provano la coltivazione dello zafferano in Italia ne attestano l’inizio al XIII secolo d.c.

In epoca medievale, infatti, lo zafferano si impose per i suoi numerosi usi in cucina. I cuochi utilizzavano questa spezia, oltre che per il suoi tipici sapore e aroma, anche per la colorazione oro che attribuisce alla pietanza di cui è condimento.

Portare alla propria tavola dei piatti così colorati era segno di benessere e sfarzo così tanto ricercati e messi in mostra tra i signori della nobiltà medievale.

Il cardinale Richelieu usava una confettura allo zafferano come eccitante.

Il chirurgo francese Ambrogio Parè curava l’impotenza consigliando l’uso di risotto allo zafferano.

Per tutto il XIX° secolo gli studiosi che affrontarono la materia si divisero fra persone che ritenevano lo zafferano come eccitante sulla libido e coloro i quali lo ritenevano una spezia debilitante.

Quale sia la corrente che prevalse basti sapere che nel XX°secolo i medici cercavano di curare la sterilità femminile con questa spezia.